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Dalla Repubblica fiorentina alle riforme di Pietro Leopoldo (XVI sec.- 1777)
Accomandigia
Con il termine accomandigia s'intende l'atto di chi affida sé ed i suoi
beni ad una autorità superiore, laica o ecclesiastica, per averne in cambio protezione.
L'accomandigia toscana non diminuiva la sovranità del contraente più debole, imponeva
però che questi prestasse il suo aiuto in tempo di guerra e applicasse agevolazioni
commerciali e doganali. Chiudi
La Repubblica fiorentina cominciò ad esercitare un'ingerenza sul territorio dell'attuale
Comune di Bagnone a partire dal XV secolo, quando, in seguito alla sottoscrizione di diversi
atti di accomandigia
da parte dei marchesi Malaspina, il territorio passò sotto il
controllo fiorentino.
In questo modo venivano mantenute le prerogative dei Malaspina quali feudatari imperiali,
anche se di fatto entravano nell'orbita toscana. Nel 1450 i fiorentini inviarono a
Castiglione del Terziere un Capitano di giustizia, un giusdicente nominato dal governo
centrale il cui compito era quello di amministrare la giustizia sul territorio di sua
competenza, istituendo così il Capitanato di Castiglione del Terziere.
Dal punto di vista amministrativo il Capitanato comprendeva la podesteria di Castiglione
del Terziere, con i comunelli di Cassolana, Grecciola, Corvarola, Pieve dei SS. Ippolito
e Cassiano, Fornoli, la podesteria facente capo a Bagnone con i comunelli di Nezzana, Corlaga,
Mochignano, Compione; Collesino, Pastina, Lusana, la podesteria di Codiponte costituita dai
comunelli di Codiponte, Cascina, Equi, Aiola, Monzone, Sercognano, Alebbio, Prato, Vinca.
Castiglione del Terziere divenne quindi un centro di notevole importanza dal punto di vista
politico e giudiziario, visto che proprio lì mantenne la sua dimora il cancelliere comunitativo
fino al 1753, anno in cui gli uffici giudiziari e la sede della cancelleria vennero trasferiti
a Bagnone.
Al di là di questo accentramento amministrativo le comunità godevano di una certa
autonomia gestionale.
Ogni comunello aveva un proprio organico di uffici comunitativi, provvedeva ad eleggere un
console, dei consiglieri, dei saltari, dei soprastanti, insomma tutte le figure che erano
necessarie al buon governo della comunità. La vita di ogni villa era regolata dagli
statuti,
corpora di norme sottoposti periodicamente a revisioni e integrazioni, le quali per poter
divenire esecutive necessitavano dell'approvazione da parte degli organi centrali.
Per quanto riguarda l'Archivio Storico del Comune di Bagnone, si deve osservare che è
piuttosto cospicua la produzione documentaria rimasta di questo periodo, purtroppo non sempre
in buone condizioni. Sono presenti registri di
deliberazioni
dei singoli comunelli, libri dei
camarlinghi, dazzaioli e estimi, accanto alle carte dei cancelleri e dei giusdicenti in materia
giuridica. I dazzaioli si presentano generalmente come registri utilizzati dai camarlinghi in
qualità di esattori delle imposte. In ogni dazzaiolo, redatto dal cancelliere, venivano riportati
i dati dei contribuenti e l'ammontare della contribuzione prevista.
Vedi anche:
Statuti
Deliberazioni
Dazzaiolo sopra la massa dell'estimo
Campione di strade
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