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Biografie
I membri della spedizione:
ALA PONZONE, Fabio
ALCALÁ GALIANO, Dionisio
BAUZÁ Y CAÑAS, Felipe
BRAMBILLA, Fernando
BUSTAMANTE Y GUERRA, José de
CARDERO, José
CEVALLOS Y BUSTILLO, Ciriaco
ESPINOSA Y TELLO DE PORTUGAL, José Francisco de
GUÍO, José
GUTIÉRREZ DE LA CONCHA, Juan
HAENKE, Tadeo
NEÉ, Luis
PINEDA Y RAMÍREZ, Antonio
POZO, José
RAVENET, Juan
VALDÉS Y FLORES, Cayetano
VERNACCI Y RETAMAL
VIANA, Francisco Javier de

Esponenti dell'Illuminismo spagnolo e italiano:
FLORIDABLANCA, José MOÑINO, conde de
GREPPI, Paolo
GODOY Y ALVAREZ DE FARIA, Manuel
JUAN Y SANTACILLA, Jorge
MELZI D'ERIL, Francesco
RODRÍGUEZ DE CAMPOMANES, Pedro. Conde de Campomanes
ORIANI, Barnaba
RANGONI, Gherardo
SPALLANZANI, Lazzaro
TOFIÑO Y SANMIGUEL, Vicente
ULLOA Y DE LA TORRE-GUIRAL, Antonio
VALDÉS Y BAZÁN, Antonio
VALPERGA DI CALUSO, Tommaso
ALA PONZONE, Fabio (1770-1817)

Nacque a Cremona (Lombardia, Italia) da una famiglia di antica nobiltà lombarda (il cognome, allora, aveva la forma Ali Ponzoni). Il cappellano della famiglia - l'ex gesuita Ramón Ximénez de Cernabe - diresse i suoi primi studi. Il 5 maggio 1787 fu ammesso nell'Accademia dei Guardiamarina di Cadice, con uno speciale permesso reale, dato che non aveva ancora compiuto i 18 anni. La famiglia Ala Ponzone era lontanamente imparentata con quella Malaspina (tramite Giovanni Sforza d'Aragona, viceré di Sicilia) e ciò spiega perché Alessandro, non appena rientrato a Cadice dopo il periplo con la fregata «Astrea», decise di far partecipare il giovane alla spedizione. Fabio partecipò all'intera impresa, tuttavia il Comandante non doveva esser molto soddisfatto della sua condotta, poiché verso la metà del viaggio lo trasferì sulla «Atrevida», agli ordini di José Bustamante. Dopo l'arresto di Malaspina, Fabio fu rinviato al dipartimento di Cadice e quasi subito, imbarcato sulla fregata «Juno», fu destinato al Golfo del Messico. Dal 1796 a 1802 Fabio compì alcune missioni nelle Antille. Agli ordini di Ciriaco Cevallos si occupò dei rilevamenti cartografici del Seno Mexicano. Terminati tali lavori, fu destinato a Veracruz – tracciò la carta idrografica di quel porto – ove, in seguito, comandò le Matrículas del Mar, le lance cannoniere, il corpo degli ingegneri e la Capitaneria di Porto. Occupava il proprio tempo libero nella compilazione di un Diccionario Geográfìco de América, una parte del quale oggi si conserva, inedita, negli archivi del Centro "Alessandro Malaspina" di Mulazzo. Nel 1815 ricevette il permesso di ritornare in Europa, ebbe una licenza dalla Real Armada e tornò in Italia, ove morì improvvisamente due anni dopo... mentre accompagnava una dama alla carrozza!

Bibliografia
D. MANFREDI, «Un nobile cremonese nella Spedizione Malaspina: il cav. Fabio dei conti Ala e marchesi Ponzone», Rivista Araldica, LXXXV, fase. 831, aprile-giugno 1987, pp. 86-96.
D. MANFREDI, «Inventari dei fondi "Ala Ponzone" e "Ramón Ximénez" conservati nell'Archivio del Centro "Alessandro Malaspina" della Spezia», Giornale Storico della Lunigiana, Nuova Serie, XL-1989 (1993), pp. 135-160.
D. MANFREDI, «Noticias sobre unos inéditos geográficos del ofìcial de la Real Armada Fabio Ala Ponzone (1770-18», Latinoamérica. Territorios y países en el umbral del siglo XXI, Tarragona, 1993, pp. 235-238.
D. MANFREDI, «Fabio Ala Ponzone, oficial de la Expedición Malaspina, en la costa noroeste de América», Derroteros de la Mar del Sur, Lima, IlI (1995), pp. 83-96.
D. MANFREDI, Alessandro Malaspina e Fabio Ala Ponzone. Lettere dal Vecchio e Nuovo Mondo (1877-1803), Bologna, Il Mulino, 1999, 488 pp.

Testo di Blanca Sáiz, versione italiana di Dario Manfredi.

ALCALÁ GALIANO, Dionisio (1762-1805)

Nativo di Cabra (Córdoba). Ufficiale della Real Armada. Nel 1784 iniziò a lavorare alle dipendenze di Vicente Tofiño e l'anno seguente fece parte della spedizione di Antonio de Córdoba allo Stretto di Magellano, con la fregata «Santa María de la Cabeza». Nel 1788 fu ancora con Tofiño, impegnato nella cartografia delle Azzorre e nel 1789 salpò per le Americhe con la Spedizione Malaspina, durante la quale si impegnò in lavori idrografici, cartografici ed astronomici. Nel 1792, unitamente al collega Cayetano Valdés, con le golette «Sutil» e «Mexicana», realizzò una campagna nello Stretto di Vancouver, alla ricerca del passaggio del nord-ovest descritto da Fuca. Rientrato in patria, scrisse una relazione nella quale dimostrava l'inesistenza del passaggio. In Spagna, dal 1794, propose che si tracciasse un atlante topografico della penisola, ma tale impresa - come anche la pubblicazione delle relazioni della spedizione, non ebbe alcun esito a causa dei sospetti che la disgrazia di Malaspina, di riflesso, fece ricadere sui suoi più fidi collaboratori. In effetti, Alcalá Galiano fu buon amico di Malaspina. L'ufficiale perì nella battaglia di Trafalgar, al comando del vascello «Bahama».

Bibliografia
J. SALVÁ, Alcalá Galiano, Cartagena, Imprenta del Departamento Marítimo Cartagebìna, s.d.154 pp.
J. KENDRICK - R. INGLIS, Voyages des lumières. Malaspina et Galiano sur la Côte Nord Ouest. 1791-1792, Vancouver, Vancouver Maritime Museum Society, 1991, 82 pp.
D.C. CUTTER, Malaspina & Galiano. Spanish Voyages to the Northwest Coast. 1791 & 1792, Vancouver-Toronto, Douglas & Mclntyre, 1991, 160 pp.
J. KENDRICK, «Dionisio Alcalá Galiano, un egabrense insigne», M. PALAU – A. OROZCO (eds.), Malaspina '92 I Jornadas lnternacionales: Madrid - Cádiz - La Coruña, Cádiz, Real Academia Hispano-Americana, 1994, pp. 209-214.
J. KENDRICK (ed), The last Spanish Exploration of the Northwest Coast of America The Voyage of Sutil and Mexicana. 1792, Spokane, The Arthur Clark Company, 1991, 260 pp.

Dario Manfredi

Website di Don Juan Valera Alcalá Galiano

BAUZÁ Y CAÑAS, Felipe (1764-1834)

Nacque a Palma de Mayorca, entrò giovanissimo nella Real Escuela dei Piloti di Cartagena. Dopo alcune esperienze belliche, dal 1785 al 1787 lavorò alle dipendenze di Vicente Tofiño e poscia ottenne la cattedra di Fortificazioni e Disegno presso l'Accademia dei Guardiamarina di Cadice. Fu scelto da Malaspina quale direttore della cartografia della spedizione e, dopo il rientro a Cádiz, si occupò per qualche tempo del completamento delle carte elaborate durante il viaggio. Dopo il sequestro di tutti i materiali inerenti alla spedizione, fu destinato alla fregata «Mahonesa» e quindi catturato dagli Inglesi. Liberato qualche mese dopo, fu nominato condirettore (in subordine ad Espinosa) del Depósito Hidrográfico e mantenne tale ufficio fino al maggio 1809, epoca in cui si trasferì a Cadice, sottraendo con uno stratagemma alcune casse di documenti che i generali francesi intendevano portare a Parigi. Rientrato a Madrid dopo la caduta del regime napoleonico, riprese i suoi lavori e, alla morte di Espinosa (1815) fu nominato direttore del Depósito. Nel 1820 fu eletto deputato di Mayorca alle Cortes; avendo assunto posizioni liberali, nel 1823 dovette riparare a Londra e fu condannato a morte in contumacia. Bauzá recò con se molti e notevoli materiali January 3, 2006 copiati nel Depósito Hidrográfico. Graziato, morì improvvisamente nel 1834, proprio mentre si disponeva a rientrare in patria.

Bibliografia
J. LLABRÉS  BERNAL, Breve noticia de la labor científica del capitán  de navío don Felipe Bauzá y sus papeles sobre América. 1764 - 1834, Palma de Mallorca, Impr. Guasp, 1934, 74 pp.
U. LAMB, «The London years of Felipe Bauzá, Spanish Hidrographer in exile. 1823 -1834», The Journal of Navigation, Royal Institute of Navigation, London, XXXIV, (1981), 3, pp. 319-340.
P. BARBER, «"Riches for the Geography of America and Spain": Felipe Bauzá and his topographical collection, 1789-1848», The British Library Journal, XII (1986), 1,  pp. 28-57.
A. DAVID, «Felipe Bauzá and the British Hydrographic Office. 1823-1834», M. PALAU - A. OROZCO (eds.), Malaspina '92. Jornadas Internacionales: Madrid - Cádiz – La Coruña, Cádiz, Real Academia Hispano Americana, 1994, pp. 235-242.
C.A. BAUZÁ, «Felipe Bauzá director de cartas y planos de la Expedición Malaspina», M. PALAU - A. OROZCO (eds.), Malaspina '92. Jornadas Internacionales: Madrid - Cádiz - La Coruña, Cádiz 1992, Cádiz, Real Academia Hispano Americana, 1994, pp. 205 - 208.
ID., «Alejandro Malaspina, Felipe Bauzá y la expedición "alrededor del mundo"», B. SÁIZ (ed.), Malaspina '93. Alessandro Malaspina e la sua spedizione scientifica 1789-1794. Atti del Congresso Internazionale nel Bicentenario della massima impresa di Alessandro Malaspina, Mulazzo - Cadice, Centro "Alessandro Malaspina" e Real Academia Hispano Americana, 1995,  pp. 207-228.
D. MANFREDI - S. VALETTINI, Dodici lettere inedite di Felipe Bauzá y Cañas ad Alessandro Malaspina, Mulazzo, Centro di Studi Malaspiniani, 1995, pp. 5+ n.n.

Dario Manfredi

BRAMBILLA, Fernando (1763-1834)

Pittore lombardo (nato probabilmente a Fara di Gera d'Adda o nelle immediate vicinanze). Studiò pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera. Quando Malaspina - che aveva iniziato la spedizione con i disegnatori José del Pozo e José Guio - comprese che occorrevano artisti dotati di maggiore versatilità, si rivolse al fratello Azzo Giacinto ed agli amici Paolo Greppi e Francesco Melzi d'Eril, tramite i quali poterono essere arruolati Brambilla e Giovanni Ravenet. I due raggiunsero la spedizione ad Acapulco. Specializzato nella prospettiva, Brambilla eseguì molte vedute di Guam, Filippine, Macao, Isole degli Amici, Perù, Cile ed Argentina, superando in perizia ogni altro grafico della spedizione. Rientrato in Spagna collaborò all'incisione in rame dei suoi disegni e nel 1798 fu nominato Pintor de Cámara de S.M. Nel 1814 fu nominato direttore dell'Accademia di S. Fernando. Nel 1821 fu incaricato di dipingere una serie di vedute dei Reales Sitios, ed a tale compito attese fino alla morte.

Bibliografia
C. SOTOS SERRANO, Los pintores de la Expedición de Alejandro Malaspina, Madrid, Real Academia de la Historia, 1982, 2 voll.; v. vol. I, pp. 99-121.
P. BARBER, «Malaspina and George III. Brambila and Watling three rediscovered drawings of Sydney and Parramata», M. PALAU - A. OROZCO A. (eds.), Malaspina '92. I Jornadas Internacionales: Madrid - Cádiz - La Coruña, Cádiz, Real Academia Hispano Americana, 1994, pp.356-374.
E. SOLER, «Fernando Brambila, pintor de cámara de Carlos IV», E. GIMÉNEZ - M.A. LOZANO - J.A. RÍOS (eds.), Españoles en Italia e Italianos en España, Alicante, Universidad de Alicante, 1996, pp. 27-38.

Dario Manfredi

BUSTAMANTE Y GUERRA, José de (1759-1825)

Nativo di Corvera de Toranzos (Cantabria), entrò nell'Accademia dei Guardiamarina di Cadice nel 1770. Al termine del corso si imbarcò sulla «Santa Inés»; la nave era diretta alle Filippine, ma fu catturata da una nave da guerra inglese. Dal 1789 al 1794, al comando della corvetta «Atrevida», partecipò alla Spedizione Malaspina; il suo diario, riguardante i tratti di viaggio compiuti separatamente dalla «Descubierta», fu pubblicato nel 1868. Rientrata la spedizione in Spagna, seguitò a lavorare al fianco di Malaspina ed ebbe la promozione a brigadiere d'armata. Nel 1796 fu nominato governatore politico e militare del Paraguay e comandante generale del Río de la Plata. Otto anni dopo, tornando in Spagna al comando di una squadra di quattro fregate, fu catturato con tutte le navi da una squadra inglese. Liberato in seguito, fu sottoposto a processo militare ma potè uscirne a testa alta. Nel 1810 fu nominato capitano generale del Guatemala, incarico che espletò fino al 1819.

Bibliografia
E. BEERMAN, «José de Bustamante, capitán de la "Atrevida"», M. PALAU  - A. OROZCO (eds.), Malaspina '92. Jornadas Internacionales: Madrid - Cádiz - La Coruña, Cádiz, Real Academia Hispano Americana, 1994, pp. 199 -204.
E. BEERMAN, «Don José de Bustamante. Su carrera tras la llegada de la expedición científica a Cádiz», A. Orozco - M. PALAU - J.M. CASTANEDO (eds.), Malaspina y Bustamante '94. II Jornadas Internacionales Conmemorativas del regreso de la Expedición a Cádiz. 1794-1994, Cádiz - Santander, Real Academia Hispano Americana - Astilleros de Guarnizo, 1996, pp. 88-91.

Dario Manfredi

JOSÉ CARDERO (1766 - ?)

Nacque a Ecija, Siviglia. Si imbarcò come volontario nell'Armada nel 1782 e rimase con le batterie galleggianti nella base di Gibilterra. Tre anni prima della spedizione Malaspina, viaggiò a bordo della fregata Loreto e realizzò piante e disegni delle coste della Spagna e del Portogallo agli ordini di Tofiño tra il 1787 e il 1788, fu membro dell'equipaggio della Descubierta e arruolato come pittore della spedizione poiché l'artista José del Pozo fu sbarcato a Callao. I suoi primi disegni sono di Guayaquil, Nicaragua e Panama. In Messico, Alaska e Canada si dedicò a quelli della Historia Natural, benché realizzasse anche vedute e scene di vita dei nativi. Nel 1792 fu destinato alla spedizione delle golette Sutil e Mexicana allo stretto di Fuca, di cui realizzò diverse vedute, scene di vita e ritratti dei nativi, stampati a Madrid da Fernando Selma, per illustrare la relazione del viaggio nel 1802.

Bibliografia
C. SOTOS SERRANO, Los pintores de la expedicíon de Alejandro Malaspina (I). Madrid, Real Accademia de la Historia, 1982, 2 vols.

CEVALLOS Y BUSTILLO, Ciriaco (1767 c. – 1816 c.)

Nativo di Quijano, nel 1779 fu ammesso alla Escuela de Guardias Marinas di Cartagena. Dieci anni dopo partecipò alla spedizione magellanica della fregata «Santa María de la Cabeza», comandata da Antonio de Córdoba. Nel 1791, unitamente a José Espinosa, viaggiò al Messico e, ad Acapulco, si unì alla Spedizione Malaspina, nella quale gli furono affidati lavori cartografici. Rientrato in Spagna, seguitò a lavorare alla sistemazione dei risultati del viaggio fino all'arresto di Malaspina. Nel 1798 scrisse una confutazione del preteso viaggio di Lorenzo Ferrer Maldonado attraverso lo Stretto di Anian. In seguito gli fu commissionata la cartografia del Golfo del Messico ed a tali rilevamenti lavorò per qualche anno, avendo alle proprie dipendenze, fra altri, Fabio Ala Ponzone e Jacobo Murphy, anch'essi reduci dalla Spedizione Malaspina. Per motivi mai ben chiariti Cevallos abbandonò la Real Armada e, verso il 1808, si trasferì a New Orleans (che già apparteneva agli Stati Uniti d'America), ove morì, probabilmente nel 1816, avendo sempre il pensiero rivolto alla Spagna.

Bibliografia
J.A. DEL RÍ0 - A. DEL RÍO, Marinos ilustres de Santander, Santander, 1881, pp. 247-265.
E. BELLOTTI - D. MANFREDI, Contributo alla biografia di Ciriaco Cevallos (Lettere inedite 1803-1814), Mulazzo, Centro di Studi Malaspiniani, 1993, 14 pp.
M. PALAU BAQUERO, «Ciriaco Cevallos y Antonio de Tova, dos montañeses en el Pacífico», A. OROZCO M. PALAU - J.M. CASTANEDO (eds.), Malaspina y Bustamante '94. II Jornadas Internacionales Conmemorativas del regreso de la Expedición a Cádiz. 1794-1994, Cádiz - Santander, Real Academia Hispano Americana - Astilleros de Guarnizo, 1996, pp. 134-143.

Dario Manfredi

ESPINOSA Y TELLO DE PORTUGAL, José Francisco de (1763-1815)

José de Espinosa iniziò la carriera nella Real Armada nel 1778, partecipò alla presa di Pensacola ed alla battaglia navale di Capo Espartel, dopo di che lavorò alle dipendenze del cartografo Vicente Tofiño y Sanmiguel presso l'osservatorio di Cadice. Con altri tre giovani ufficiali preparò nel 1787 un piano di viaggio scientifico, al quale però venne preferito quello redatto da Malaspina e Bustamante nell'anno successivo. Espinosa fu arruolato per la spedizione di costoro e collaborò attivamente alla fase preparatoria, ma, nel luglio 1789, motivi di salute gli impedirono di imbarcarsi con i colleghi, per cui raggiunse la spedizione ad Acapulco. Dopo tale impresa Espinosa divenne aiutante di campo dell'ammiraglio José de Mazarredo e nel 1797 fu nominato direttore del Depósito Hidrográfico di Madrid, che, sotto la sua guida, cominciò a pubblicare carte e relazioni. In seguito ebbe anche la nomina a segretario del Consiglio dell'Ammiragliato, fino a che, nel 1808, non volendo riconoscere l'autorità del re Giuseppe Bonaparte, lasciò ogni incarico e si portò a Siviglia, ove il governo patriottico lo incaricò di trasferirsi in Inghilterra onde proseguire in quei lavori cartografici che, nella Spagna invasa dalle truppe napoleoniche, erano divenuti impossibili. Espinosa rientrò in patria solo nel 1815 e subito riassunse la direzione del Depósito Hidrográfico, ma morì pochi mesi dopo.

Bibliografia
J. ESPINOSA Y TELLO, Memorias sobre las observaciones astronómicas hechas por los españoles en distintos lugares del globo, los cuales han servido de fundamento para las cartas de marear publicadas por la Dirección de los Trabajos Hidrográficos de Madrid, Madrid, Imprenta Real, 1809, voll. 2.
M. FERNÁNDEZ DE NAVARRETE, «Don Joseph de Espinosa», Correspondance Astronomique, Géographique, Hydrographique et Statistique du Baron de Zach, XIII (1825), III, pp. 274-278).
P. CUESTA DOMINGO, «Información novohispana de Espinosa en su participación en el viaje de Malaspina», Atti del Convegno «Alessandro Malaspina nella cultura del suo tempo», Memorie della Accademia Lunigianese di Scienze Giovanni Capellini, Classe di Scienze Storiche e Morali, LIX (1989), pp. 197-204.
N. CUESTA DOMINGO, N., «Espinosa y Tello y su viale complementario al de Malaspina», MARTIN FERRERO, P. (ed.), Actas del simposium CCI aniversario nacimiento de Joseph Celestino Mutis, Cádiz, Diputación Provincial de Cádiz, 1986, pp.197-204.

Dario Manfredi

JOSÉ GUÍO

Fu assoldato come pittore di disegno botanico e di dissezione animale nel 1789 per partecipare alla spedizione Malaspina, su raccomandazione di Antonio Pineda, responsabile della Historia Natural. Lavorò intensamente fino in Messico, dove a causa della sua malattia e dell'eccessiva spesa che comportava mantenere un pittore dedicato esclusivamente alla botanica, secondo l'opinione di Malaspina, venne sbarcato. Al ritorno della spedizione in Spagna nel 1795, alcuni dei suoi membri fornirono informazioni favorevoli su Guío e sul suo talento artistico, ma non si concluse positivamente il contratto proposto da Casimiro Gómez Ortega, direttore del Giardino Botanico di Madrid, perché portasse a termine alcuni dei disegni delle collezioni portate dalla spedizione. Nel 1796 viaggiò a Cuba nella spedizione del conte di Mopox e Jaruco.

Bibliografia
C. SOTOS SERRANO, Los pintores de la expedicíon de Alejandro Malaspina (I). Madrid, Real Accademia de la Historia, 1982, 2 vols.

J. GUTIÉRREZ DE LA CONCHA (1760-1810)

Nativo di Santander, prese parte a numerose operazioni militari nel Mediterraneo. Si imbarcò con la spedizione Malaspina a Cadice nel 1789. Nel 1794, su ordine di Malaspina, si fermò a Montevideo per studiare attentamente la costa patagonica insieme al pilota Juan de Inciarte. Partecipò con altri ufficiali alla commissione per la demarcazione dei limiti dei possedimenti tra Spagna e Portogallo, sulla riva orientale del Rio de la Plata. Nel 1805 fu nominato comandante del distretto marittimo di Barragán e un anno più tardi governatore intendente della provincia di Córdoba de Tucumán. Si distinse nella difesa di Buenos Aires dagli inglesi. Fu fucilato nel 1810 dagli insorti antispagnoli a Cabeza de Tigre.

Bibliografia
M. D. HIGUERAS, Northwest Coast of America. Iconographic Album of the Malaspina Expedition. A Study by Madrid, Museo Naval, Lunwerg, 1991.

HAENKE, Tadeo (Kreibitz, 1761 - Cochabamba, 1817)

Botanico e naturalista boemo. Compì gli studi nelle università di Vienna e Praga, allievo di Born. Raggiunse la Spedizione Malaspina a Valparaíso e lavorò assiduamente in Perú, Ecuador, America centrale, Messico, Alaska, Filippine ed Isole del Vavao. Nel 1793 si fermò al Callao (Lima, Perú) per proseguire le proprie raccolte botaniche, che, in effetti seguitò ad inviare periodicamente. Infine si stabilì a Cochabamba (Bolivia). Era anche un buon musico e lasciò interessanti appunti sui canti indigeni di alcune regioni.

Bibliografia
L.H. DESTÉFANI - D.C. CUTTER, Tadeo Haenke y el final de una vieja polémica, Buenos Aires, Secretaría de Estado de Marina, 1966, 163 pp.
J. AUBELT, «Haenke, Born y Banks», Ibero-Americana Pragensia, Praga, IV (1970), pp. 179-198.
J. POLISENSKY, «La obra americanista de Tadeo Haenke y su memoria sobre los ríos navegables», Ibero-Americana Pragensia, Praga, IV (1970), pp. 199-208.
V. IBÁÑEZ, «Nuevas aportaciones a la investigación haenkeana», La botánica en la Expedición Malaspina. 1789-1794, Madrid, Lunwerg, 1989, pp. 47-58.
V. IBÁÑEZ (ed.), Trabajos científicos y correspondencia de Tadeo Haenke, La Expedición Malaspina. 1789-1794, vol. IV, Madrid, Ministerio de Defensa – Museo Naval - Lunwerg, s.d. [1992], 330 pp.
O. KASPAR, «Naturalista Tadeo Haenke y su interés etnográfico por América.», Annals of the Náprstek Museum, Praga, vol. 13, 1985, pp. 187-200.
O. KASPAR, «Tadeo Haenke y sus fondos documentales en Bohemia», La Botánica en la Expedición Malaspina, 1789-1794. Madrid, Real Jardín Botánico, Quinto Centenario, Turner, 1989, pp. 80-84.
V. IBAÑEZ, «Las reliquias botánicas y etnográficas de Tadeo Haenke en Praga», M. PALAU – A. OROZCO (eds.), Malaspina '92 I Jornadas lnternacionales: Madrid - Cádiz - la Coruña, Cádíz, Real Acadecia Hispano-Americana, 1994, pp. 79-98
V. IBAÑEZ, «Primer inventario del fondo documental 'Tadeo Haenke' en el Real Jardín Botánico de Madrid», La Botánica en la Expedición Malaspína. 1789- 1794, Madrid, Lunwerg, 1989, pp. 191-206

Dario Manfredi

NEÉ, Luis (1734 c. - 1807)

Botanico francese. Su di lui non si hanno molte notizie. Lavorava nel Jardín de La Priora de la Real Bótica, quando Antonio Pineda propose che venisse chiamato a partecipare alla Spedizione Malaspina. Accettò, si imbarcò sulla corvetta «Atrevida», e raccolse piante in Uruguay, Argentina, Cile, Perú ed Ecuador. Accompagnato da Pineda viaggiò nell'interno del Messico; nelle Filippine compì studi sulla botanica delle isole di Luzón e Mindanao. Raccolse specie nuove a Dusky Bay ed a Botany Bay; quindi, sbarcato a Talcahuano, attraversò la cordigliera andina e la pampa, per riunirsi al resto della spedizione a Buenos Aires. Di nuovo in Spagna, si affannò per anni in tentativi vari (non sempre coronati da successo) per pubblicare i risultati delle sue ricerche. Una parte dell'erbario da lui raccolto si conserva nel Real Jardín Botánico di Madrid.

Bibliografia
F. MUÑOZ GARMENDIA (ed.) Diarios y trabajos botánicos de Luis Neé, Vol. III di La Expedición Malaspina 1789-1794, Madrid, Ministerio de Defensa - Museo Naval - Lunwerg, s.d. 1993, 416 pp.

Dario Manfredi

PINEDA Y RAMÍREZ, Antonio (Guatemala, 1751 - Luzón, 1792)

Ufficiale dell'esercito e naturalista. Scientificamente si formò sotto la guida di Casimiro Gómez Ortega, direttore del Jardín Botánico di Madrid. Ebbe l'incarico di coordinare tutti i lavori naturalistici della Spedizione Malaspina. Durante la sosta della spedizione a Montevideo, Pineda conobbe il naturalista Félix de Azara e questi gli consegnò molti manoscritti sulla zoologia del Paraguay e del Río de la Plata, che risultarono assai utili. Nell'isola di Luzón, spintosi nell'interno, in una zona estremamente malsana, si ammalò mortalmente. I suoi manoscritti furono affidati al fratello Arcadio - anch'egli ufficiale della spedizione - che però non disponeva delle cognizioni necessarie per riordinarli convenientemente, cosicché apparvero, parzialmente, solo molti anni dopo. Malaspina, nelle ultime pagine del suo diario di viaggio, scrisse un ammirato elogio della figura di Pineda.

Bibliografia
M.D. HIGUERAS RODRÍGUEZ, «Don Antonio Pineda y la Expedición Malaspina», La Expedición Malaspina 1789-1794. Viaje a América y Oceanía de las corbetas "Descubierta" y "Atrevida", Madrid, Ministerio de Cultura - Ministerio de Defensa, 1984, pp. CXXII-CXXX.
A. GALERA GÓMEZ, La Ilustración española y el conocimiento del Nuevo Mundo. Las Ciencias Naturales en la Expedición Malaspina: la labor científica de Antonio Pineda, Madrid, Consejo Superior de Investigaciones Científicas, 1988, 277 pp.
A. GALERA GÓMEZ, «La Botánica en el proyecto científico de Antonio Pineda», La Botánica en la Expedición Malaspina, Madrid, Lunwerg, 1989, pp. 38-46.
A. GALERA GÓMEZ, «Antonio Pineda y el proyecto científico de la expedición Malaspina», La ciencia española en ultramar. Actas de las I Jornadas sobre "España y las expediciones científicas en América y Filipinas", Aranjuez, Doce Calles, 1991, pp. 257-264.

Dario Manfredi

POZO, José (m. 1821)

Nacque a Siviglia. Figlio di Pedro del Pozo, direttore della Scuola Reale di Belle Arti di Siviglia. L'amicizia della sua famiglia con Francisco Bruna uditore del Tribunale di Siviglia, lo portò a essere raccomandato a Malaspina per unirsi alla spedizione. Fu impiegato come pittore di prospettiva e botanica, però il suo atteggiamento indolente ed il suo scarso rendimento provocarono il suo sbarco al Callao. Si fermò ad abitare a Lima, dove stabilì una amicizia con il Vicerè Gil y Lemos. Fondò una Scuola di Pittura che gli valse il riconoscimento e la fama nella alta società di Lima.

Bibliografia
C. SOTOS SERRANO, Los pintores de la Expedición de Alejandro Malaspina (I), Madrid, Real Academia de la Historia, 1982, 2 voll.

RAVENET, Juan (1766-1821 c.)

Disegnatore parmense di origine francese. Figlio di Gian Francesco, incisore assai noto nel ducato di Parma, studiò nell'Accademia di Belle Arti della sua città e dimostrò subito una notevole inclinazione per il ritratto. Come il collega Brambilla, si incorporò nella spedizione ad Acapulco, nel 1791. Rientrato in Spagna, Ravenet fu tra coloro che seguirono Malaspina a corte, seguitando a rielaborare gli schizzi riportati dal viaggio. Dopo la disgrazia dell'ufficiale, l'artista incontrò serie difficoltà economiche; tuttavia dal 1798 ottenne di poter lavorare ancora alle dipendenze della Marina, quantunque con salario assai ridotto. Più tardi, colpito da un decreto reale contro gli stranieri che vivevano a Madrid, dovette riparare in Francia; rientrato in Spagna, cessò di vivere a Madrid.

Bibliografia
C. SOTOS SERRANO, Los pintores de la Expedición de Alejandro Malaspina, Madrid, Real Academia de la Historia, 1982, 2 voll.; v. vol. I, pp. 85-95.
D. MANFREDI, «Un artista franco-parmense nella Spedizione Malaspina: Giovanni Ravenet», Archivio Storico per le Province Parmensi, IV Serie, XLI -1989, Parma, 1990, pp. 385-405.

VALDÉS Y FLORES, Cayetano (1768-1835)

Ufficiale della Real Armada. Dapprima imbarcato su navi della squadra di Luis de Córdova, partecipò alle operazioni militari, guidate dal Barceló, contro Algeri. In seguito a richiesta di Antonio Valdés (che era suo zio), fu accettato da Malaspina tra gli ufficiali della spedizione. Quando le corvette navigarono alle Filippine - Cayetano Valdés rimase nel Messico e, con il collega Alcalá Galiano, guidò la spedizione delle golette «Sutil» e «Mexicana» all'esplorazione dello Stretto di Juan de Fuca. Colà gli spagnoli incontrarono George Vancouver, che era intento ai medesimi rilevamenti, e le due spedizioni ebbero modo di collaborare. Rientrato in Spagna, partecipò alle battaglie di Capo San Vicente e Trafalgar al comando rispettivamente dei vascelli «Pelayo» e «Neptuno». Più tardi, inclinato a posizioni liberali, fu nominato governatore e capitano generale di Cádiz, cariche dalle quali cessò con l'abrogazione della costituzione del 1812 da parte di Fernando VII, il quale confinò l'ufficiale per qualche tempo ad Alicante. Attorno al 1820, tentato ancora dalla politica, Cayetano Valdés fu eletto deputato alle Cortes di Cadice; il successivo assolutismo di Fernando VII lo vide ancora perseguitato ed esule in Inghilterra.

Bibliografia
V. GONZÁLEZ CLAVERÁN, La expedición científica de Malaspina en Nueva España. 1798-1794, México, Colegio de México, 1988, pp. 468-470.
J. KENDRICK (ed.), The Voyage of Sutil and Mexicana. 1792. The last Spanish exploration of the northwest coast of America, Spokane, The Arthur Clark Company, 1991, 260 pp.

Dario Manfredi         

VERNACCI Y RETAMAL, Juan (1763 - 1810)

Nacque a Cadice da padre italiano e da madre di Sanlúcar. Nel 1780 era Guardiamarina; lavorò agli ordini di Tofiño nella commissione creata per tracciare la mappa delle coste della Spagna. Aggregato alla spedizione fin dall'inizio, si dedicò all'astronomia, al buon funzionamento dei cronometri e alla catalogazione delle stelle. Assieme a Gutiérrez de la Concha costruì la mappa generale delle coste dell'Argentina. Nel 1792 partecipò al viaggio di ricognizione allo Stretto di Fuca come comandante in seconda della Mexicana, assieme a Secundino Salamanca agli ordini di Alcalá Galiano y Valdés. Conclusa al spedizione, andarono verso il Messico e da lì fino all' istmo del Nicaragua per esaminare la possibilità di un passaggio fra il Mar dei Caraibi e l'Oceano Pacifico. Realizzarono una mappa esatta del Golfo di Nicaragua, in si rilevava la navigabilità del fiume San Juan fino all' Atlantico.
Ritornato in Spagna con Galiano, nel 1804 si trovava a Manila la Real Compañía de Filipinas.
Disegnò una mappa dello Stretto di San Bernardino.

Bibliografia
D. MANFREDI, «Un patrizio fiorentino nella Spedizione Malaspina: Giovanni Giuseppe Vernacci y Retamal», Rivista Araldica, LXXXVII (1989), n. 839, pp. 104-109.

Dario Manfredi

VIANA, Francisco Javier de (1765 – 1820)

Nacque a Montevideo quando suo padre, José Joaquin de Viana, era maresciallo di campo e governatore della Banda Oriental.
Si aggregò alla spedizione Malaspina, durante la quale scrisse un diario di viaggio che fu pubblicato dai suoi figli nel 1849. Nella battaglia di Trafalgar si distinse al comando della fregata Trinidad. Partecipò alla difesa di Montevideo durante l'invasione inglese del 1806-1807.
Negli ultimi anni della sua vita occupò le più alte cariche a livello nazionale.

Bibliografia
Diario del teniente de navío don Francisco Xavier de Viana, trabajando en el viaje de las corbetas de S.M.C. «Descubierta» e «Atrevida» en los años de 1789, 1790, 1791, 1792 y 1793. Montevideo, Cerrito de la Victoria: Imprenta del Ejército, 1849 (autografo).
GUILLÉN Y TATO, Julio, “De cómo un teniente de navío fue príncipe de Vavao”. Revista General de Marina, t. 180, marzo 1971, pp. 259-266.

FLORIDABLANCA, José MOÑINO, conde de (1728-1808)

Statista spagnolo. Nominato da Carlo III membro del Consejo de Castilla, ebbe parte notevole nelle deliberazioni che condussero all'espulsione dei Gesuiti dalla Spagna (1767); ambasciatore presso la Santa Sede nel 1772, creato conte di Floridablanca nel 1773, nel 1777 subentrò a Grimaldi e divenne primo ministro. Il suo governo – che ebbe l'appoggio della migliore intelligenza spagnola - favorì le comunicazioni, le arti, le scienze, l'economia e seguì una saggia politica finanziaria; nei rapporti con l'estero si sforzò di praticare una politica indipendente da quella francese. A Madrid avviò la costruzione dell'osservatorio astronomico e del Gabinetto di Storia Naturale. Promosse la fondazione del Banco di San Carlos, il rilancio della Real Compañía de Filipinas e lo sviluppo della Real Armada. Nel 1792, a causa di intrighi di Manuel Godoy e del conte di Aranda, dovette dimettersi e subì un processo, sotto accusa di malversazioni, che si concluse nel 1795 con la piena assoluzione. Nel 1808, ottantenne, si pose a capo della Junta Central sorta per combattere i francesi.

Dario Manfredi

GREPPI, Paolo (1748-1800)

Di antica famiglia della piccola nobiltà lombarda (il titolo di conte fu concesso da Maria Teresa ad Antonio - il vero artefice dell'immensa fortuna economica della famiglia e padre del nostro personaggio - solo nel 1778), Paolo nacque nel 1748 e, ancor minorenne, dopo aver studiato a Vienna, fu avviato dal padre al commercio ed associato alla casa commerciale Agazzini, che operava in Cadice. Dal 1769 Paolo Greppi costituì una nuova società, con soci che mutarono negli anni, la quale operò con alterne, ma nel complesso buone, fortune fino al 1799. A tale attività Greppi accompagnò ben presto quella diplomatica, essendo stato nominato console generale dell'Impero in Cadice (1774), console della Repubblica di Ragusa (1782) e del Granducato di Toscana; in qualità di console imperiale era anche decano del corpo consolare di Cadice. Curioso ed aperto alle idee del secolo, strinse relazioni amichevoli con le maggiori personalità dell'epoca, fra cui Francesco Melzi d'Eril. A Cadice, sposatosi segretamente con Rita María Díaz y Vivas, Paolo si legò particolarmente agli italiani che colà vivevano - in primis Federico Gravina ed Alessandro Malaspina; con quest'ultimo si mantenne in corrispondenza per tutta la vita. Dal 1788 si trasferì a Madrid, per meglio curare le relazioni pubbliche connesse ai propri commerci, e nel 1791, per effetto delle vicende politiche europee, decise di tornare in Italia, non senza soggiornare, prima, a Parigi ed a Vienna. In Lombardia, già costituitasi la repubblica, fu tanto stimato da Napoleone quanto inviso ai fautori delle tendenze più radicali, sì che ritenne opportuno sottrarsi a dirette responsabilità politiche, preferendo trasferirsi in Toscana e seguitare privatamente ad osservare e commentare con alcuni amici (tra cui Federico Manfredini e Nicólas de Azara) lo sviluppo della politica europea. Nel 1799 Greppi si trasferì a Parigi, ma abbiamo pochissime notizie su tale periodo; sappiamo tuttavia che accettò di entrare nella commissione finanze della Consulta della Repubblica Cisalpina, seggio che occupò per soli due mesi, giacché morì, in Parigi, il 14 settembre del 1800. Dal 1796 operò attraverso vari canali per ottenere la liberazione di Malaspina.

Bibliografia
G. GREPPI, La Rivoluzione Francese nel carteggio di un osservatore italiano (Paolo Greppi), Milano, Hoepli, 1900-1904, voll. 3.
E. GREPPI, «Il conte Antonio Greppi (1722-1799), imprenditore, finanziere, diplomatico nella Lombardia austriaca del Settecento», Archivio Storico Lombardo, CXXI (1995), Milano, Cisalpino, 1996, pp. 399-429.
G. LIVA, «L'Archivio Greppi e l'attività della filiale di Paolo Greppi a Cadice nella corrispondenza commerciale (1769-1799)», Archivio Storico Lombardo, CXXI (1995), Milano, Cisalpino, 1996, pp. 431-487.
AA.VV., «Finanza e politica nell'età di Maria Teresa: Antonio Greppi (1722-1799)», Archivio Storico Lombardo, CXXII (1996), Milano, Cisalpino, 1997, pp. 137-399.

Dario Manfredi

GODOY Y ALVAREZ DE FARIA, Manuel (1767- 1851)

Di famiglia nobile ma povera, raggiunse rapidamente i più alti gradi nelle Guardie del Corpo, protetto dalla regina Maria Luisa che molti ritennero la sua amante. Tenente generale e capo del governo di Spagna, fu destituito nel 1799 ma rimase a corte come consigliere in ragione anche del suo matrimonio con Maria Teresa di Borbone, figlia naturale dell' infante Luigi. Dal 1801 al 1808 resse nuovamente il governo spagnolo ed infine seguì i suoi sovrani, Carlo IV e Maria Luisa nell' esilio in Italia. Dopo la sconfitta di Napoleone, a causa dell’ostilità manifestata dal re Ferdinando VII, non gli fu permesso il ritorno in patria. Rientrerà in Spagna soltanto nel 1847 per concessione della regina Isabella II.


JUAN Y SANTACILLA, Jorge (1713 - 1773)

Fu ammesso molto giovane nell'ordine dei cavalieri di Malta. Conclusi gli studi di Guardiamarina all'Accademia di Cadice, fu nominato da Filippo V insieme ad Antonio de Ulloa (1734) per far parte della spedizione in Ecuador organizzata dall'Accademia delle Scienze di Parigi per misurare un arco del meridiano terrestre. A Cartagena de Indias si incontrarono con i francesi Louis Godin, Pierre Bouger, Charles La Condamine e Joseph Jussien che completavano la spedizione e i cui lavori durarono nove anni.
Al suo ritorno in Spagna pubblicò le Observaciones astronómicas fìsicas hechas de orden de S.M. en los reinos del Perù con la Relación histórica del viaje, redatta da Antonio de Ulloa. Questa opera fu stampata senza difficoltà grazie all' aiuto prestato dal marchese della Ensenada.
Fu mandato a Londra (1748 ) in missione segreta per conoscere lo stato delle costruzioni navali per riportare in patria strumenti e libri e per contrattare personale specializzato su incarico di Ensenada.
In Spagna organizzò un piano generale di costruzioni navali e un progetto per la direzione degli arsenali.
Come direttore della Accademia dei Guardiamarina di Cadice (1752) organizzò con Tofiño e Godin una Asamblea Literaria Amistosa, che costituì la base della Reale Società di Scienze di Madrid, già nei progetti del marchese della Ensenada.
A Cadice creò un osservatorio astronomico e pubblicò un Compendio di Navegación per la scuola dei Guardiamarina. A quest'epoca era commendatore di Aliaga dell'ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Malta. Nel 1796 fu nominato ambasciatore in Marocco. Nel 1770 preparò i piani di studio del Seminario Reale dei Nobili di Madrid e un progetto per la creazione dell' Osservatorio Astronomico di Madrid che fu portato a termine molti anni più tardi.


MELZI D'ERIL, Francesco (1753-1816)

Uomo politico di vasta e aperta cultura (viaggiò in Francia, in Inghilterra, in Spagna), assertore di un liberalismo moderato, nel 1796 dovette subire persecuzioni da parte di estremisti della Repubblica Cisalpina, ma nella primavera del 1797 Napoleone lo volle membro del Comitato di Finanza. Melzi rappresentò la Repubblica Cisalpina nel Congresso di Rastadt, ma si ritirò nei suoi possessi di Spagna dopo il fallimento del congresso. Avverso al regime repubblicano, avrebbe voluto un forte stato monarchico nell'Italia settentrionale, equilibratore tra Francia ed Austria; tuttavia, quando Napoleone costituì la Repubblica Italiana (Comizi di Lione: 1802), accettò di esserne il vicepresidente (presidente era lo stesso Napoleone). Con l'avvento del Regno Italico cessò da ogni carica. Nel 1807 ebbe il titolo di Duca di Lodi. Assai amico di Paolo Greppi, ebbe sicuramente un ruolo importante nella liberazione di Alessandro Malaspina. Durante la sua vicepresidenza affidò a Malaspina alcuni incarichi pubblici (ispezione delle coste adriatiche della Repubblica, costituzione di un cordone sanitario...) e ne ascoltò il parere.

Dario Manfredi

RODRÍGUEZ DE CAMPOMANES, Pedro. Conde de Campomanes (1723-1803)

Politico, giureconsulto ed economista, nel 1748 entrò alla Academia de la Historia partecipando attivamente al progetto del dizionario geografico e nel 1762 fu nominato Procuratore del Re nel Consiglio Supremo di Castiglia.
Il suo interesse per l'agricoltura e per la distribuzione delle terre dal punto di vista legale lo portò a scrivere il Tratado de la regaliá de amortización (1765).
Fu fondatore della Sociedad Económica de Amigos del País e lavorò nella sezione agricola della Sociedad Económica Matritense.
Incaricato di presiedere il Consejo de La Mesta, visitò le sue zone di influenza, realizzando una esauriente relazione tecnica su tale istituzione, sui suoi vantaggi e sui suoi inconvenienti.
Oltre a contribuire alla flessibilità e all'agibilità del commercio con mezzi che favorivano gli industriali i commercianti e gli agricoltori, prese parte alla riforma dei piani di studio delle università e in collaborazione con il Conte di Aranda, contribuì all'espulsione dei Gesuiti e alla distribuzione delle loro biblioteche a centri di studio ufficiali.
Dal 1786 occupò di fatto la Presidenza del Real Consejo Supremo de Castiglia. Nel 1789 aprì le Cortes portando a votazione la riammissione della legge che permetteva alle donne di governare e che Filippo V aveva abrogato. Le Corti votarono a favore però Carlo IV non la ratificò.
La sua influenza decadde durante il regno di Carlo IV a favore del Conte di Floridablanca e nel 1791 si dimise da tutti gli incarichi e si ritirò a vita privata. Il catalogo completo delle sue opere fu pubblicato da Sempere y Guarinos nella Bibliografía de los escritores del reinado de Carlos III.


ORIANI, Barnaba (1752-1832)

Astronomo e geodeta. Direttore della specola di Brera, a Milano, assolse molti importanti incarichi in Italia e all'estero, specie sotto Napoleone, che lo colmò di onori. Notevoli le sue ricerche sulla rifrazione astronomica, sull'obliquità dell'eclittica, sulle teorie orbitali ecc. ; ma la sua massima ricerca è quella relativa al pianeta Urano, scoperto da W. Herschel nel 1781, di cui l'Oriani fu assiduo osservatore e calcolatore degli elementi orbitali, fino alle tavole pubblicate nel 1793.

Dario Manfredi

RANGONI, Gherardo (1744-1815)

Di antica e nobile famiglia modenese, frequentò il Collegio de' Nobili di Parma e terminò gli studi presso l'Accademia di Savoja a Vienna. Nel 1773 Francesco III d'Este, duca di Modena, lo nominò ministro del Collegio d'Educazione dei Nobili e membro del dicastero che gestiva l'Università degli Studi. In tali istituti introdusse profonde riforme, volte allo sviluppo di varie discipline, sia umanistiche che scientifiche. Il duca Ercole III, non appena succeduto al padre, lo volle ministro per gli Affari Interni. Anche in tale attività Rangoni si distinse per lo zelo riformatore: modificò il Codice Civile, liberalizzò il commercio dei grani, soppresse l'Inquisizione (nella cui sede istituì l'Accademia di Belle Arti), si oppose alla manomorta ecclesiastica, aprì cimiteri. In tale periodo fondò un'accademia di scienze - con sede nel proprio palazzo - che fu frequentata dai migliori ingegni modenesi (Girolamo Tagliaboschi, Giovan Battista Vandelli, Michele Rosa...). Allontanatosi (o allontanato) dal governo, per qualche tempo attese alle proprie faccende ma, alla discesa dell'esercito francese, Ercole III, prima di abbandonare il suo stato, istituì una Reggenza amministrativa e vi pose a capo il Rangoni. Con l'avvento della repubblica, lo statista abbandonò Modena (1797) e si trasferì a Vienna, ove ebbero termine i suoi giorni. Lasciò scritti di filosofia, diritto, economia e storia.

Bibliografia
G.B. VENTUNI, Memoria intorno alla vita del marchese Gherardo Rangone [sic] letta al Cesareo-Regio Istituto di Scienze in Milano il giorno XIC dicembre MDCCCXVI dal cavaliere..., Modena, Eredi Soliani, 1818, 68 pp.

Dario Manfredi

SPALLANZANI, Lazzaro (1729-1799)

Biologo, sacerdote. Professore nel collegio di Reggio nell'Emilia, poi nell'Università di Modena (1763); dal 1769 tenne la cattedra di scienze naturali nell'Università di Pavia. Applicò con rara perizia il metodo sperimentale ad alcuni dei più vasti ed importanti problemi della biologia, raggiungendo risultati di fondamentale importanza, che sono ancora considerati fra i più significativi della biologia moderna. Eseguì numerose ricerche sulla generazione e la respirazione degli anfibi. Delle moltissime opere minori, sono degni di ricordo gli studi sulla facoltà dei pipistrelli di orientarsi nell'oscurità e di evitare gli ostacoli, capacità di cui soltanto in questi ultimi anni si è trovata la spiegazione; gli studi sull'elettricità delle torpedini; le ricerche di biologia marina (eseguite a Portovenere le riflessioni sull'animalità delle spugne; le molte osservazioni relative alla zoologia descrittiva, alla mineralogia, alla geologia, alla fisica, ecc. contenute nelle relazioni dei suoi viaggi (Viaggio alle Due Sicilie, 1792-97; Viaggio in Oriente). In tutte le opere dello Spallanzani si ammira, oltre all'eccellenza della sperimentazione e alla precisa e chiara posizione dei problemi in senso scientifico, senza concessioni alle interpretazioni metafisiche, la notevole maestria dello scrittore. Ad Alessandro Malaspina, che gli aveva chiesto orientamenti sulle ricerche zoologiche da compiersi durante la spedizione, inviò un lungo scritto.

Bibliografia
M. JIMENÉZ DE LA ESPADA, «Un autógrafo del abate Spallanzani», Anales de la Sociedad Española de Historia Natural, vol. I, cuad. II, 1872, pp. 163-181.
J. ROSTAND, Lazzaro Spallanzani e le origini della biologia sperimentale, Torino, Einaudi, 1969.
P. DI PIETRO, Lazzaro Spallanzani, Modena, Aedes Muratoriana, 1979.
P. DI PIETRO, «Consigli naturalistici di Lazzaro Spallanzani per la spedizione scientifica Malaspina», Atti della Società Naturalistica e Matematica, Modena, n. 112, 1981, pp. 23-40.

Dario Manfredi

TOFIÑO Y SANMIGUEL, Vicente (1732 - 1795)

Seguì la carriera militare e nel 1755 fu chiamato da Jorge Juan per ricoprire l'incarico di terzo professore di matematica all'Accademia di Guardiamarine di Cadice. Nel 1757 entrò in marina ottenendo promozioni successive. Fu nominato secondo insegnante di matematica nell'Accademia e nel 1768 ricoprì l'incarico di direttore fino al 1789.
Dedicatosi all'Astronomia nell'Osservatorio di Cadice, osservò nel 1769 il passaggio di Venere davanti al disco solare, così come è stato descritto da Lalande nel suo Tratado de Astronomia.
Scrisse le Observaciones astronómicas hechas en Cádiz... in collaborazione con José Varela y Ulloa. La qualità del suo lavoro nell'Osservatorio fu elogiata dai francesi Borday e Pingré, che fecero un viaggio a Cadice nel 1771-1772 e del quale pubblicarono una relazione sei anni dopo.
Tutto questo valse a Tofiño l'ammissione all'Accademia delle Scienze di Parigi come corrispondente di Borday.
Nel 1783 fu incaricato della elaborazione di un Atlas Marítimo de España, al quale collaborarono fra gli altri Alcalá Galiano, Espinosa y Tello e Vargas Ponce e dove si utilizzarono i migliori strumenti del periodo che Jacinto Magallanes aveva inviato da Londra.
Questa opera fu conclusa nel 1789 e la documentazione ottenuta dalla commissione diede impulso alla creazione del Deposito Idrografico.
Tofiño fu membro della Real Accademia de la Historia, della Real Academia de la Ciencias de Lisbona e delle Associazioni Basche e Maiorchine degli Amigos del País.


ULLOA Y DE LA TORRE-GUIRAL, Antonio (1716-1795)

Nel 1734 fu designato come compagno di Jorge Juan per la spedizione in Ecuador, organizzata dall' Accademia delle Scienze di Parigi. Nel viaggio di ritorno, mentre si trovava su una nave francese, fu fatto prigioniero dagli inglesi. Dopo una serie di circostanze avverse fu posto in libertà.
Approfittò del soggiorno a Londra per migliorare le sue conoscenze e con l'aiuto del ministro Harrington, che era stato in precedenza ambasciatore a Madrid, fu presentato a Martin Folks, presidente della Reale Società di Londra, in cui fu accolto come socio alla fine del 1746. Quando con il trattato di Fontainebleau la Luisiana meridionale fu ceduta alla Spagna, ne fu nominato governatore (1765). Tornò in patria qualche anno più tardi e si stabilì nell'isola di León, a Cadice.
Compilò molte opere teoriche e pratiche per i naviganti; soprattutto importanti sono però quelle relative al suo viaggio in Sudamerica, le Noticias americanas...., stampate nel 1772, e le Noticias Secretas de América, pubblicate a Londra nel 1826, oltre alla Relación histórica del viaje a la América Meridional (1748). Moderatamente riformista, influenzò molte le idee politiche di Malaspina.


VALDÉS Y BAZÁN, Antonio (Burgos, 1744 - Madrid, 1816)

Nativo di Burgos, ottenne il grado di guardiamarina a Cádiz, dopo essere stato ammesso nell'Ordine di Malta, ove raggiunse il grado di balì, gran croce e commendatore. La sua carriera nella Marina di Spagna fu brillante. Già con il grado di capo di squadra, fu nominato ispettore generale del 1782 e, alla morte di Castejón, ebbe il ministero della Marina, alla quale diede notevole impulso migliorando la preparazione scientifica dei giovani ufficiali, l'organizzazione dell'Armada, l'assetto degli arsenali; promosse anche numerose spedizioni marittime, tra cui quella di Malaspina, le cui scelte sempre appoggiò. Ebbe poi l'incarico della Secretaría de Estado e del Despacho Universal de Indias; sotto Carlo IV salì al grado di capitano generale dell'Armada. Valdés si dimise da ministro nel novembre 1795, pochi giorni prima dell'arresto di Malaspina, ma il sovrano gli conservò il seggio in seno al consiglio di stato. Nel 1799 pubblicò uno scritto sullo stato della marina che sollevò l'irritazione di Godoy; a seguito di ciò, Valdés si ritirò a Burgos e solo Fernando VII lo richiamerà a corte.

Bibliografia
I. RAMILA, Un burgalés ilustre: el Baylío Don Antonio Valdés, Burgos, Hijos de Santiago Rodríguez, s.d. pp. 34 e segg.
F. de P. PAVÍAa, Galería Biográfica de los Generales de marina, jefes y personajes notables que figuraron en la misma desde 1700 a 1868, Madrid, López, 1873, 4 voll; v. sub voce.

Dario Manfredi

VALPERGA DI CALUSO, Tommaso (1737-1815)

Letterato, uomo di profonda e varia dottrina, scrisse di matematica e d'astronomia ma, soprattutto, fu un g grande conoscitore di lingue orientali (specialmente il copto e l'ebraico).
Scrisse anche un saggio di estetica del bello ideale. Segretario della Reale Accademia delle Scienze di Torino, fino al 1801, nel 1789 - dietro premure di Gherardo Rangoni – favorì la nomina di Alessandro Malaspina ad accademico corrispondente e gli inviò una serie di quesiti e di suggerimenti per la spedizione scientifica. Fu anche direttore dell'osservatorio astronomico di Torino ed insegnò nell'Università di tale città, ma fu allontanato dall'insegnamento con la caduta del regime napoleonico.

Dario Manfredi
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